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3) Le fonti d'ispirazione del musicista

[Post n.3] Nei post precedenti abbiamo parlato di composizione e del perché comporre una musica. A questo punto però qualcuno potrebbe chiedersi "sì ok, io ora voglio comporre qualcosa, ma non so da dove iniziare, quali possono essere le mie fonti d'ispirazione?"

Effettivamente anche se disponiamo di tutta la buona volontà del mondo, se non sappiamo da dove trarre idee e ispirazione il problema può sembrarci abbastanza grande. Eppure la risposta è più facile di quello che sembra.

1) Innanzitutto è necessario ascoltare moltissima musica. Un ascolto attento aiuterà a sviluppare un buon orecchio, ci permetterà di riconoscere le melodie, i pattern, gli stili. Dalla musica preesistente possiamo trarre idee, sviluppare variazioni di motivi noti, essere folgorati durante l'ascolto da un'intuizione originale ecc. Questo aspetto non è da trascurare, perché il nostro cervello assimila molte più informazioni di quelle che ricordiamo e di quelle di cui ci rendiamo conto. Così in futuro potrebbe tornarci in mente una breve melodia di cui non ricordiamo la provenienza, potremmo trovarci a fischiettare un motivetto che ci piace ma di cui ci sfugge l'origine. In realtà queste potrebbero anche essere nuove idee musicali originate dall'ascolto di musica e che abbiamo rielaborato nella nostra testa nel corso del tempo. 

2) A volte la commistione di generi musicali diversi, o di stili e idee provenienti da culture differenti può avere lo stesso effetto e rivelarsi una straordinaria fonte d'ispirazione. Il mix di questi elementi radicati in culture a volte lontanissime e molto diverse può aprire al compositore orizzonti di straordinaria grandezza e il risultato della composizione potrebbe essere sorprendente. Qualche esempio banale: 
- "quel musicista dopo aver passato gli ultimi 10 anni della sua vita in Brasile ha composto un album di samba e bossa nova"; "
- l'incontro di 2 anni fa tra Tizio e Caio, tra gli indiscussi re del blues, è all'origine di questo nuovo singolo in stile blues di Tizio".

3) Un terzo fattore da tenere in considerazione è strettamente legato al precedente, ma è più generale. Non solo è necessario ascoltare molta musica, ma bisogna prestare attenzione anche a tutte le fonti musicali che ci circondano. Il mondo abbonda di musica. Ovunque ci troviamo sentiamo jingle, brevi motivi in spot pubblicitari, artisti di strada che improvvisano composizioni, ma anche gente che canta, uccelli che cinguettano, ragazzi in metropolitana che ascoltano l'mp3 a volume talmente alto da riconoscere cosa stanno ascoltando, e molto ancora. 

Ebbene, come una frase sentita dire di sfuggita, un breve scritto di un amico o la citazione di un libro può essere d'ispirazione per la nostra ultima poesia, così tutto il materiale di cui sopra - dalla musica che ascoltiamo attivamente a quella che ci troviamo ad ascoltare per il solo fatto di esistere - può fare da fonte d'ispirazione per un nostro lavoro musicale. 

Beh, a questo punto abbiamo già una buona base di partenza, il materiale da cui trarre ispirazione è tanto. Eppure le fonti sono molte di più e non sempre così immediate come quelle precedenti.

4) Potremmo trovarci ad attendere qualcuno in un bellissimo giardino colorato, ad ammirare un tramonto sul mare, ad osservare la nebbia che si infrange contro cime innevate, a seguire la danza di foglie autunnali che cadono dagli alberi e molto ancora. La natura e la sua osservazione sono una grandissima fonte di ispirazione. Qui però solo raramente abbiamo suoni che possono guidarci. Il fruscio delle foglie. Lo scroscio del mare. Il grosso del lavoro lo dobbiamo fare dentro di noi: elaborare queste immagini e queste sensazioni, e convertirle in musica.

E qui sicuramente qualcuno storcerà il naso. "Trarre spunto da questi elementi non è cosa facile". Ne siamo veramente sicuri? Proviamo a combinarli. 
Le onde che si infrangono sulla spiaggia battono il tempo, sono il nostro metronomo, ci vengono in mente un paio di note leggere, mentre una sirena in lontananza irrompe come un accordo maestoso proprio in mezzo alla quiete...
Un uccello canticchia su un ramo mentre il vento tra gli alberi crea un sottofondo musicale continuo. Folate di vento più intenso spingono più in alto le foglie caduche quasi a voler accentare in quegli istanti precisi il canto dell'uccello, come se fossero il suo direttore d'orchestra... 
Gli esempi sono infiniti.

Siamo visionari? Sognatori? Instancabili romantici? Illusi? No, siamo musicisti.

Ma andiamo avanti. 

5) Cosa possiamo combinare con le fonti di ispirazione di cui sopra? Quali sono gli altri elementi da quali possiamo trarre spunto per una composizione?
Ad esempio, i nostri sentimenti, le nostre sensazioni. È certamente fuori discussione il fatto che il nostro umore influenzi le nostre composizioni. Il paragone con la poesia ovviamente torna di nuovo utile. Come un testo può riflettere la tristezza, la gioia, l'illusione, la disillusione ecc. dello scrittore, così può farlo la musica. Torniamo quindi ad un concetto già espresso. La composizione è anche comunicazione. "Si tratta di usare solo un linguaggio diverso, le note invece che le parole, il pentagramma invece che una lettera".

6) Ad un livello ancora più alto potremmo trovare ispirazione in concetti addirittura più generali, come l'amore in sé, o la bellezza. Vorremo allora comporre per dare suono all'idea della bellezza, come un pittore le ha dato colore dipingendo una Venere o come uno scultore le ha dato forma scolpendo un corpo nudo.

7) I nostri ricordi non solo di avvenimenti, di immagini o di sensazioni, ma anche di persone care o di torti subiti possono essere un ulteriore fonte d'ispirazione. In generale è la nostra memoria che è una grandissima fonte d'ispirazione. Dobbiamo imparare ad esplorarla e a tradurre in musica quello che portiamo dentro di noi.

8) Finora ci siamo lasciati ispirare da qualsiasi cosa, ma non ancora dal nostro strumento. Strimpellare qualche nota oppure approfondire un elemento della teoria che stiamo studiando potrebbero essere due esempi perfetti. Nel primo caso improvvisiamo qualche nota creando qualche sequenza che se ci piace possiamo trascrivere o memorizzare per lavorarci più avanti. Nel secondo caso sfruttiamo la teoria (ad esempio, lo studio degli intervalli) per creare qualcosa di originale. Mentre studiamo il nostro strumento o ci esercitiamo, quello che suoniamo potrebbe essere portatore di idee musicali che dobbiamo solo scoprire e elaborare. Addirittura da un esecuzione sbagliata, che stravolge una melodia, un ritmo, o un significato potremmo prendere spunto per la creazione di una nuova composizione originale.

Credere in quello che si fa, comporre con entusiasmo, essere creativi e rischiare fanno da corollario a questo discorso sulle fonti d'ispirazione. Anche l'idea migliore e il compositore più in gamba ne hanno sempre bisogno.

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3) Le fonti d'ispirazione del musicista Reviewed by Satin Beaus on Monday, February 21, 2011 Rating: 5

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