Top Ad unit 728 × 90

Ultimi articoli

recent

3) Consonanza e dissonanza - Schönberg


Post precedente Indice Post successivo

Da "Manuale di armonia"
III - Consonanza e dissonanza

"[...] Materiale della musica è il suono che, in primo luogo, agisce sull'orecchio. La percezione sensibile provoca delle associazioni e mette in relazione suono, orecchio e mondo delle sensazioni: dal concorso di questi tre fattori dipende tutto ciò che si avverte nella musica in quanto arte. Come si osserva tuttavia che un composto chimico ha proprietà diverse dai singoli elementi che lo compongono, e che l'impressione prodotta da un'opera d'arte ha altre proprietà rispetto a quelle dei singoli componenti, analogamente siamo autorizzati, analizzando il fenomeno nel suo insieme, a prendere in considerazione per determinati scopi determinate proprietà dei singoli elementi costitutivi [...]

Sarebbe probabilmente assurdo voler derivare da una delle componenti, per esempio dal suono, tutto ciò che costituisce la «fisica» dell'armonia; tuttavia se ne potranno sempre trarre alcune peculiarità, dal momento che l'orecchio, nella sua qualità di organo ricettivo dato, ha comunque una disposizione naturale per il suono [...]

Ma uno dei tre fattori elencati sopra, cioè il mondo delle nostre sensazioni, si sottrae talmente ad un preciso controllo che sarebbe probabilmente sconsiderato basarsi sulla poche supposizioni possibili in questo campo all'osservazione con la stessa sicurezza con cui ci si basa su quelle supposizioni che vengono chiamate col nome di «scienza». [...]

Ripeto che materiale della musica è il suono; esso va dunque considerato, con tutte le sue caratteristiche e con tutti i suoi effetti, come elemento capace di dar luogo a fenomeni artistici. Tutte le sensazioni che produce sono poi gli effetti manifestati dalle sue caratteristiche, e influiscono in qualche maniera sulla forma, di cui il suono è elemento costitutivo, cioè su tutto il pezzo musicale. Una delle sue caratteristiche più notevoli è la serie degli armonici superiori, dove, dopo alcuni suoni più facilmente avvertibili, compare una serie di suoni più deboli. È certo che di questi suoni armonici i primi sono più familiari e gli ultimi - praticamente impercettibili - più estranei all'orecchio. In altre parole, sembra che quelli più vicini contribuiscano, in maggior misura o con elementi più sensibili, a quello che abbiamo indicato come il fenomeno generale del suono in quanto fenomeno atto ad effetti d'arte, mentre quelli più lontani sembrano contribuirvi in misura minore. [...]

La differenza è dunque tra loro graduale e non sostanziale [...] e le espressioni «consonanza» e «dissonanza», che indicano un'antitesi, sono errate: dipende solo dalla crescente capacità dell'orecchio di familiarizzarsi anche con gli armonici più lontani, allargando in tal modo il concetto di «suono atto a produrre un effetto d'arte» in modo che vi trovi posto tutto il fenomeno naturale nel suo complesso. [...]

Definisco «consonanze» i rapporti più vicini e semplici rispetto al suono fondamentale, «dissonanze» quelli più lontani e più complicati. [...]

La consonanza più perfetta, dopo l'unisono, è il suono che nella serie degli armonici si presenta per primo, quindi spesso anche il più sensibile: l'ottava. Poi viene la quinta, infine la terza maggiore, mentre la terza minore e la sesta maggiore e minore da un lato non sono rapporti del suono fondamentale, dall'altro non si incontrano nella serie ascendente degli armonici [...] Invece la quarta, designata come «consonanza imperfetta», è un rapporto della fondamentale ma in direzione opposta, e potrebbe per questo essere considerata, come la terza minore, la sesta maggiore e la sesta minore, una consonanza imperfetta oppure una consonanza vera e propria come talvolta avviene. Ma l'evoluzione della musica ha qui seguito un'altra via, dando alla quarta una posizione particolare. Sono considerate dissonanze la seconda maggiore e minore, la settima maggiore e minore, la nona, ecc., poi tutti gli intervalli aumentati e diminuiti (ottava, quarta, quinta, aumentate e diminuite), e così via."

A. Schönberg

Post precedente Indice Post successivo

3) Consonanza e dissonanza - Schönberg Reviewed by Satin Beaus on Saturday, January 21, 2012 Rating: 5

No comments:

All Rights Reserved by Piano Feeling-Blog Pianoforte © 2014 - 2015
Powered By Blogger, Designed by Sweetheme

Contact Form

Name

Email *

Message *

Powered by Blogger.