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Micro-pratica al pianoforte

Dover suonare troppe note in troppo poco tempo è uno dei tipici problemi del pianista. Come noto uno dei metodi per imparare un brano è quello di scomporre la musica in sezioni (più o meno lunghe a seconda della sua complessità) e concentrarsi sulle parti nelle quali gli ostacoli tecnici sono più evidenti, piuttosto che eseguire ogni volta il pezzo da capo per poi fermarsi ogni volta che arrivano i punti difficili.
In molti casi tuttavia può rivelarsi utile concentrarsi esclusivamente sui "salti" che segnano i cambi di posizione delle mani piuttosto che ripetere all'infinito i passaggi che li contengono, anche se questi consistono di poche battute.

In altre parole, durante lo studio di un brano, invece di suonare molte volte sempre la stessa sezione musicale fino a quando non siamo in grado di padroneggiarla, può rivelarsi utile suonare solo un paio di note estratte "zona problematica", in particolare quelle nelle quali la mano si muove da una parte all'altra della tastiera.

Ciò significa fare micro-pratica, ovvero esercitarsi ottimizzando il tempo e le forze a disposizione. L'esempio più semplice e immediato a tal proposito lo abbiamo se pensiamo all'esecuzione degli arpeggi o delle scale (si veda immagine in basso). È infatti chiaro che la maggior parte dei pianisti sia in grado di suonare le prime tre note con una certa fluidità per poi incontrare al passaggio del pollice il primo punto dolente. 


Le alternative sono quindi due:
  1. suoniamo decine di volte l'arpeggio o la scala fino a superare la difficoltà tecnica ed avere la padronanza dell'esercizio. 
  2. Ci concentriamo solo sulle due note che segnano il cambiamento di posizione della mano (evidenziate con la cornice rossa) e lavoriamo su di esse. Superato questo scoglio saremo in grado di proseguire l'esercizio intero senza troppe difficoltà.  
È chiaro che la seconda alternativa ci permette di fare un lavoro più breve ed effettivo. Riducendo al minimo le note che ripetiamo, tendiamo ad isolare il problema in dettaglio e ad ottimizzare la sua soluzione.


Micro-pratica al pianoforte Reviewed by Gaetano Scalfidi on Wednesday, November 28, 2012 Rating: 5

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