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Come cambiarono le abitudini del pubblico: dall'intrattenimento all'ascolto

Nel 18° secolo durante un concerto, sia in ambiente aristocratico che borghese, era prassi intrattenersi, chiacchierare, entrare e uscire dalla sala, mangiare e bere. Ovvero, era normale fare quello che oggi praticamente definiremmo "dare fastidio". Durante il 19° secolo il pubblico fu invece educato alla tranquillità e alla concentrazione. L'approvazione del pubblico che fino ad allora poteva manifestarsi spontaneamente e individualmente anche durante la musica, si trasformò in un collettivo applauso finale. Lo stesso pubblico piano piano scomparve nel buio della sala, mentre l'artista e la musica in quanto arte prendevano il sopravvento. Piano piano fu possibile riuscire a concentrarsi sul proprio io in una situazione di intimità, sebbene si assistesse ad una rappresentazione pubblica circondati da altre persone. Da una esperienza primaria, sociale e di gruppo, si passò dunque ad una esperienza individuale ed estetica.

Ci sono due quadri che rappresentano magistralmente questi due momenti. Il primo è un dipinto di Michael Barthélemy Ollivier (Le Thé à l'anglaise au Temple dans le salon des Quatre Glaces chez le prince de Conti, 1766), nel quale Mozart ancora bambino viene immortalato ad una manifestazione organizzata dal Principe Conti. Mozart e gli altri musicisti vengono rappresentati quasi sul bordo della tela, mentre il resto degli ospiti, quasi senza accorgersi della musica, continua a dedicarsi alle attività conviviali. Non dobbiamo considerare questo dipinto come la fotografia di un particolare momento, bensì come la rappresentazione di tutto quello che accadeva durante questo tipo di manifestazioni:

Il seguente quadro di Fernand Khnopff (En éncoutant du Schumann, 1883), dipinto circa 100 anni dopo, non potrebbe essere più diverso. Al centro c'è l'ascoltatrice, vestita di nero, concentrata, quasi chiusa in sé, malinconica o immersa in un dolore. Sentimenti specchio di quel Romanticismo di stampo tedesco che si è poi diffuso in molte zone europee. La fonte sonora come pure le mani del pianista sono meno importanti e vengono messe anche in questo caso, ma per un motivo diverso rispetto al precedente, ai bordi della tela. Al giorno d'oggi potremmo immaginarci la stessa scena, ma con un lettore cd, una radio, un IPod ecc. al posto del pianoforte:


I motivi di questo passaggio dalla musica come intrattenimento alla musica come ascolto sono vari e possono solo in parte essere ricondotti al suddetto Romanticismo intimistico e malinconico. 
Vi sono, tra gli altri, anche alcuni cambiamenti relativi alla musica e alla composizione stessa che non vanno trascurati:
1) innanzitutto la diffusione sempre maggiore della musica in forma materiale (stampe di spartiti) che le ha dato consistenza e importanza come la letteratura, e che ha finito per imporre il silenzio nell'ascoltatore come se ci fosse un poeta a leggere una poesia.
2) in secondo luogo, la musica si manifestava sempre più spesso in "grandi" composizioni (mastodontiche, lunghe, complesse ecc.). Davanti a questa grandezza l'ascoltatore non ha potuto fare altro che nascondersi ammutolito come se fosse davanti ad un monumento.


Fonte: Neue Zeitschrift für Musik 05/2012 (Thorau, Christian - "Pssst!") 

Come cambiarono le abitudini del pubblico: dall'intrattenimento all'ascolto Reviewed by Gaetano Scalfidi on Wednesday, February 06, 2013 Rating: 5

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