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Beethoven: genio imperfetto dell'Opera

9 Sinfonie, 16 Quartetti per Archi, 32 Sonate per pianoforte...e solo un'Opera! La statistica parla da sola: Beethoven fu soprattutto un compositore per strumenti. 

Scrivere per voce non gli riusciva facile e lui stesso sembrava esserne consapevole. In una lettera al suo librettista Friedrich Kind scriveva: 
"Quando il suono esplode in me, sento sempre un'orchestra al completo; so cosa posso aspettarmi da un musicista, capace quasi di tutto, ma quando si tratta di composizioni per voce devo sempre chiedermi: è possibile cantare questo?"
Ciò conduce ad un altro importante elemento: il suo "senso" per il Teatro. A differenza di Mozart che cominciò a comporre Opere già all'età di 12 anni, o di Wagner che crebbe in una famiglia con tradizione teatrale, Beethoven aveva poca esperienza del palcoscenico.

Ma cosa voleva raggiungere precisamente col Fidelio? O forse cosa ha raggiunto effettivamente?

La risposta sta forse in alcuni fatti:
  1. secondo Wagner, Beethoven è riuscito a plasmare una nuova relazione tra parole, musica e dramma;
  2. dopo la Prima, lo scrittore Thomas Love Peacock scrisse: "Fidelio unisce la più profonda armonia con la melodia che parla al cuore."
  3. Mahler condusse il Fidelio più di ogni altra Opera e citò l'inizio del quartetto del Primo Atto nelle battute iniziali del Terzo Movimento della sua Quarta Sinfonia.



Fonte: BBC Music (Luglio 2014)
Titolo originaleLudwig Van Beethoven - Opera's Flawed Genius by Stephen Johnson
Riduzione e libera traduzione mie.
Beethoven: genio imperfetto dell'Opera Reviewed by Gaetano Scalfidi on Tuesday, November 11, 2014 Rating: 5

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