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19) Struttura di una composizione (parte I)

[Post n.19] La struttura di un brano è anche detta forma musicale. Con questo termine si intende lo schema che sta alla base di ogni composizione e che definisce le parti in cui essa è suddivisa, la sequenza e l'alternanza dei temi ecc.
Chiunque ascolti un brano musicale è più o meno in grado di riconoscere le varie parti di una composizione, o comunque un ascolto attento rende possibile quasi sempre l'identificazione dei temi che costituiscono una musica, così da coglierne la struttura complessiva.
Per creare una forma musicale corretta vi sono due importanti elementi da tenere sempre presente, che integrano e completano i consigli che ho elencato in questo post:
  1. equilibrio tra ripetizione e varietà. L'uso di ripetizioni è fondamentale per dare unicità ai brani e ad esempio per rendere un tema più familiare. L'eccesso di ripetizioni può tuttavia indurre velocemente noia nell'ascoltatore e in generale costituisce un limite in una composizione. La varietà è anch'essa fondamentale affinché vi sia una certa dinamicità nella musica e sia possibile esaltare i contrasti o le similitudini tra le parti. Anche in questo caso però eccedere in varietà potrebbe però disorientare chi ascolta, mentre la ripetizione di un passaggio o di un tema familiare potrebbero al contrario avere l'effetto opposto.
  2. Equilibrio tra anticipazione e conclusione. Questo elemento è più difficile da spiegare ma è di fondamentale importanza, infatti è bene che una musica crei nell'ascoltatore quel senso di anticipazione che ci coglie ad esempio quando leggiamo un libro e facciamo ipotesi sul suo sviluppo. Bisogna fare attenzione a non esagerare in quanto da un lato si potrebbe generare un senso di incompiutezza in chi ascolta mentre è in attesa della conclusione; dall'altro la conclusione potrebbe essere stata anticipata in modo talmente eccessivo da non essere ritenuta poi soddisfacente. Continuando con la metafora del libro, sarebbe come se la conclusione fosse banale e deludente rispetto alle grandi anticipazioni che l'avevano preceduta.
Ed ora passiamo ad esaminare la forma musicale nei suoi elementi essenziali. Poiché in generale si ha più familiarità con la musica pop-rock cantata, mi riferirò inizialmente a questa per poi trasferire i concetti alle composizioni strumentali o per solo piano che sono l'argomento principale di questo blog, tanto le similitudini sono moltissime.

Le più comuni parti che costituiscono la struttura di un brano pop-rock sono:
  • Introduzione (Intro)
  • Strofa (Verse)
  • Ritornello (Chorus o Refrain)
  • Variazione (Middle Eight, Special ecc.)
  • Ponte musicale (Bridge)
  • Sezione strumentale o assolo (Instrumental o Solo)
  • Finale (Outro o Coda)
  • Gancio (Hook)
Vediamole ora brevemente in dettaglio.

Introduzione
  • Si tratta di una parte che appare solo all'inizio del brano e che come dice il nome lo introduce presentandone lo stile, l'atmosfera, la tonalità ecc. 
  • A volte l'Intro ricompare anche come Finale, quasi a chiudere una composizione esattamente nel modo in cui è iniziata (in questo caso Intro e Outro sono uguali).
  • L'Intro non è sempre presente in una musica e quando è presente vi sono diversi modi per crearlo. Ad esempio in alcuni casi si tratta si un semplice stacco di batteria, di un breve riff di uno strumento (chitarra, basso, pianoforte), di un motivo di richiamo (l'hook che vedremo in seguito), di una parte della canzone che si sta per presentare (ad esempio strofa o ritornello, magari solo strumentali, arrangiati diversamente o con un tempo diverso) oppure potrebbe essere una parte completamente slegata dal resto del brano inserita per creare sorpresa al suo inizio piuttosto che familiarità/continuità.
Strofa
  • In genere è la parte più tranquilla del brano e per definizione si contrappone al ritornello che la segue sempre, tranne in poche eccezioni. 
  • A volte tra strofa e ritornello si inserisce il Bridge. 
  • La strofa è la parte in cui si espone meglio lo stile e il contenuto del brano e spesso viene ripetuta prima di lasciare spazio al ritornello. 
  • In genere la strofa è di 8 battute ed è costituita da progressioni di accordi piuttosto semplici come ad esempio le sequenze di un solo accordo (spiegate qui, qui e qui) oppure le sequenze circolari di due accordi (analizzate in questi post: post 1 - post 2 - post 3 - post 4). 
  • Spesso tuttavia anche per le strofe vengono usate sequenze armoniche più articolate (che trovate da me esposte in questo post e in quest'altro).
Ritornello
  • Il ritornello è in genere la parte di un brano che maggiormente si ricorda. 
  • Si contrappone alla strofa perché è il punto in cui la composizione raggiunge la massima intensità. 
  • Come dice il nome stesso questa parte ritorna spesso nei brani a volte solo leggermente variata. 
  • Il ritornello è costituito spesso da 8 battute che seguono le sequenze armoniche che trovate da me descritte questo post e in quest'altro.
  • Il ritornello contiene spesso il motivo di richiamo (l'hook).
Variazione
  • In inglese viene definita Middle Eight in quanto è quasi sempre costituita da 8 battute. 
  • La variazione compare in genere solo una volta in un brano ed è seguita quasi sempre dal ritornello, meno spesso da una strofa o da un assolo.
  • La variazione serve come dice il nome stesso ad introdurre un elemento di novità, ovvero a rompere la classica alternanza tra strofe e ritornelli per evitare che la musica possa annoiare.
  • La variazione può essere sia cantata che strumentale.
  • Le sequenze di accordi maggiormente usate per la variazione sono quelle usate anche per le strofe, non essendoci regole fisse tuttavia spesso ci sono variazioni più articolate con sequenze simili a quelle di un ritornello.
Ponte musicale
  • Universalmente nota come Bridge questa parola viene spesso usata a mio avviso in modo sbagliato come sinonimo di Variazione/Middle Eight. In realtà si può affermare che il Bridge si distingue per essere di fatto un breve collegamento tra strofa e ritornello.
  • Il Bridge viene spesso usato quando strofa e ritornello sono molto diversi, in questo modo è possibile ridurre il divario tra le due parti e condurre più naturalmente la strofa al ritornello, dando la possibilità al brano di raggiungere la giusta tensione senza procedere per salti.
  • Come Intro e Outro, il Bridge non è sempre presente nelle composizioni.
  • Le sequenze di accordi maggiormente usate nel Bridge data la sua brevità sono quelle usate anche per le strofe, spesso sono sequenze di 2 accordi. 
Sezione strumentale / Assolo
  • Può trattarsi di una ripetizione di una delle parti precedentemente analizzate (strofa, ritornello ecc.) oppure di una sequenza completamente nuova. In ogni caso è una parte che come dice il nome non prevede il cantato.
  • Viene usata per introdurre un elemento di novità e variazione rispetto alla normale alternanza delle parti. Anche se musicalmente simile, infatti la sua diversa esposizione introduce un elemento di contrasto con il resto del brano.
  • Molto spesso l'ultima strofa è costituita da un assolo o da una sezione strumentale la quale conduce al ritornello finale e alla conclusione del brano.
Finale
  • Per l'Outro valgono le stesse considerazioni fatte per l'Intro.
  • Il finale è comunque ormai usato soprattutto per le esibizioni dal vivo, visto che per le registrazioni in studio si preferisce terminare i brani in fade-out.
Gancio
  • Non si tratta di una vera e propria parte di una composizione. 
  • L'hook spesso coincide col ritornello, ma in linea generale possiamo dire che è la parte della canzone che viene più facilmente ricordata, magari si tratta ad esempio solo di un breve riff. 
  • Alcuni esempi famosi sono i riff di chitarra di Smoke on the Water dei Deep Purple o di Sweet Child of Mine dei Guns'n'Roses, oppure il riff di basso di Another One Bites the Dust dei Queen ecc.
  • Talvolta il gancio precede sempre la strofa e segue sempre il ritornello, si tratta di una sorta di Intro ripetuto.
  • Ovviamente è un espediente da sempre usatissimo per creare una hit di successo.
Terminata questa breve descrizione ecco l'analisi della struttura di due hit di fama mondiale (cliccare per ingrandire le immagini): Summer of '69 di Bryan Adams e Billie Jean di Michael Jackson.
Se ascoltiamo Summer of '69 tenendo avanti lo schema in alto notiamo le seguenti cose:
  1. L'Intro è brevissimo, praticamente presenta solo gli accordi e il ritmo che verrà seguito nella strofa.
  2. Il brano non ha un Bridge tra strofa e Ritornello.
  3. Il primo ritornello arriva dopo due strofe.
  4. Dopo ogni ritornello troviamo un hook ovvero il motivo di richiamo della canzone sul quale talvolta viene sovrapposto il canto.
  5. Dopo il secondo hook probabilmente per evitare troppe ripetizioni segue una variazione di 8 battute.
Per quanto riguarda Billie Jean ecco alcune osservazioni:
  1. L'Intro è più lungo del brano precedente, viene presentato il ritmo e poi iniziano gli accordi della strofa senza cantato.
  2. Ci sono sempre due strofe seguite da un Bridge e poi dal ritornello.
  3. Il Finale presenta una breve sezione strumentale basata sugli accordi del ritornello e che segue appunto due ritornelli cantati. Anche in questo caso probabilmente si interrompe in questo modo la sequenza delle parti per introdurre un po' di varietà nel brano. Seguono in ultimo diverse ripetizioni del ritornello.
Ancora una volta devo precisare che quanto esposto rappresenta convenzioni e non regole fisse. Torna sempre utile fare l'esempio di Yesterday dei Beatles, di Losing My Religion dei REM o di Stairway to Heaven dei Led Zeppelin quando si parla di forma musicale. Si tratta infatti di successi stellari e  sono tutti brani senza ritornello (ma la lista sarebbe molto lunga)! Questo per dire quindi che, sebbene alcune forme siano più popolari di altre, non esiste nessun trucco, spetta sempre al compositore (o all'arrangiatore) dare al brano la migliore struttura possibile.

Nel prossimo post vediamo come trasferire tutte queste informazioni alla musica strumentale o per pianoforte solo. Noteremo tanti parallelismi ma scopriremo soprattutto che cambiando genere di musica cambiano molte definizioni, ma spesso non la sostanza delle cose.


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19) Struttura di una composizione (parte I) Reviewed by Guy Grand on Monday, August 20, 2012 Rating: 5

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